Un sabato... alternativo!

Finalmente, dopo quasi due mesi, un sabato libero! Col marito Marco decidiamo di farci del male nei centri commerciali di Cagliari… del resto, ci sono i saldi!!

Arrivati a destinazione, sulla chat Cissa compare il messaggio di un ‘santo’ che si recherà alla ferrata di Gutturu Xeu e chiede compagnia. Fantastico!!!

Esitiamo un istante ma, da anomala donna quale sono, decido col mio complice di lasciare i centri commerciali non prima, però, di aver acquistato un fantastico ‘reverso’. 

Poi, subito via, alla volta della ferrata.

Ore 14:15... siamo stranamente in anticipo all’appuntamento delle 14:30 qui nel parcheggio della ferrata ed attendiamo i nostri santi salvatori San Francesco e Sant’Adriano che, appena giunti, con sapiente pazienza ci danno una mano a sistemare imbrago e discensori. 

Passato il check-in possiamo dirigerci verso la via di avvicinamento alla ferrata che ci fa scaldare i muscoli e preparare psicologicamente alla volta della parete.

Dopo 10 minuti di cammino arriviamo all’attacco. Iniziamo bene… l'attacco si trova 2,5 mt d’altezza dal suolo!

Con qualche aiutino, offerto da parte di chi ha ricevuto da madre natura una decina di centimetri d’altezza più di me, riesco ad attaccare i moschettoni delle longe al cavo di ferrata, faccio un bel respiro ed inizio la salita un gradino ed un buchino sulla roccia dopo l’altro.


Francesco M. fa da apripista, seguito da me Claudia P., Marco M. e chiude Adriano U.

Arriviamo al primo boschetto dove possiamo ‘slongiarci’ e tirare un po’ il fiato.

Una volta che tutti siamo in ‘piano’ proseguiamo la salita fino ad arrivare al secondo boschetto dove ci soffermiamo a misurare la lunghezza del cavo d’acciaio, in previsione di eventuali lavori di manutenzione della ferrata.

Marco e Adriano misurano i primi due tratti... Al terzo e più lungo collaboriamo tutti 

...ed ecco che affrontiamo una piccola discesa…

Fatti due metri verso il basso, si arriva al ‘simpaticissimo’ diedro. 

Mi fermo un attimo, e mi viene in mente la scena del trio Aldo, Giovanni e Giacomo in cui Aldo urla a Giacomo ‘non posso ne scendere ne salire, ne scendere ne salire!’

(Non propriamente in questo tratto ma.. giusto per farvi ‘visualizzare’!)

Vista la preoccupazione nei miei occhi, Francesco ed Adriano indicano anche a me gli incavi a forma di zoccolo di gnu e vertebra di moffetta nei quali dovrò infilare il mio piedino. Sperando, come Aldo, di non trovare il ‘lato B della moffetta’, mi prendo un momento di concentrazione ed ecco che anche il diedro è sconfitto. 

Con i muscoli tremanti per la strizza continuo la discesa insieme a Francesco, lasciando un po’ distanti Marco e Adriano a misurare l’ultimo tratto di cavo.

Registrate le misure da depositare a fine uscita proseguiamo la ferrata ed arriviamo, disarrampicando un breve tratto su catena, ad un bellissimo ed esposto traverso che ci conduce nel punto ove lasciar traccia del nostro passaggio: il diario di ferrata. Scorrendo tra le righe del diario, è meraviglioso apprezzare quante persone si recano qui giornalmente e ripaga le fatiche fatte da coloro che si sono prodigati ad attrezzare la via!

Proseguiamo quindi alla volta del punto in cui potrò finalmente provare l’acquisto appena fatto! 

Sono impaziente di fare la discesa, ma Adriano, volgendo gli occhi al monte, ci comunica che dovremo percorrere un ulteriore tratto di ferrata che risale una parete un po’ più che perpendicolare al suolo…

Altro bel respiro e via, si sale anche questa! Ogni gradino contro gravità ringrazio il mio istruttore di palestra di tutti i push-up fatti.

Finito l’impegnativo zig-zag del cavo d’acciaio, discendiamo in ordine inverso alla volta del traverso che Adriano, primo ad arrivare, sta già attrezzando e che ci porterà in sicurezza nel punto in cui faremo la calata.

Fissata la corda di sicura nel traverso, Francesco può portare la corda di calata e, una volta posizionata, inizia la discesa in corda doppia da un'altezza di circa 35 metri. Dopo la "LI BE RA" è arrivato il mio turno di provare il fiammante reverso ma, una volta seduta sull’imbrago, non sono così tanto felice di affidarmi ad un attrezzo per me ancora ‘sconosciuto’ e provo a convincere Adriano di farmi usare il mio fantastico e già collaudato discensore a 8.

Imperturbabile alle mie implorazioni, procedo ad assicurarmi al discensore, mi slongio e inizio la calata. E' troppo divertente per farla piano e provo a dare un po’ più di corda….mah si! Proprio come si fa con chi non si conosce devo prendere confidenza col reverso, che sicuramente è mooolto più simpatico a Marco rispetto al discensore a 8….

Dopo essersi calato anche Marco senza intoppi, attendiamo la discesa di Adriano che sta disarmando il traverso. Una volta calato anche lui, Marco recupera la corda e la ripone nello zaino.

Entusiasti d'aver percorso anche la ferrata di destra (considerando che la via della Torre l'abbiam sperimentata con i nostri compagni Cissa qualche settimana fa), alle 17:15 ci dirigiamo verso le macchine. 

Dopo i saluti torniamo a casa ancora euforici ed impazienti di fare la prossima uscita.

Era una giornata troppo bella per farsi del male nei centri commerciali!….