Spedizione "Golgo 2017": comunicato ufficiale
Dopo la pioneristica esplorazione di Bruno Piredda del 1957, rimasta alla storia per la discesa del
pozzo profondo ben 270 metri (in un unico salto) con corde e scalette particolarmente ingombranti e
pesanti, la cavità di su Sterru è stata visitata da numerosi gruppi Speleologici ma ancora oggi il suo
studio potrebbe fornire nuovi spunti di ricerca.
A distanza di 60 anni dalla prima esplorazione il gruppo speleologico del CISSA (Centro Iglesiente
Studi Speleo Archeologici) di Iglesias, in collaborazione con il Prof. Antonio Assorgia e con il
supporto di Antonio Cabras della Cooperativa Goloritzè si accinge infatti ad effettuare nuovi studi
nella voragine di Su Sterru.
La cavità per lungo tempo è stata creduta una bocca vulcanica (nelle vecchie carte topografiche era
denominata "Cratere vecchio") e solo con le successive esplorazioni speleologiche si è capito che si
tratta di un pozzo carsico che si apre evvero sulla copertura basaltica ma, dopo una ventina di metri,
si sviluppa in rocce calcaree appartenenti all'Era Mesozoica.
Le rilevazioni geologiche effettuate dal CISSA serviranno a stabilire lo spessore reale della
copertura basaltica e se vi siano formazioni sedimentarie al contatto Basalti-Calcari.
Questo nuovo studio s'inquadra nelle ricerche che i docenti Alberto Marini, Sergio Ginesu e
Antonio Assorgia, in collaborazione con l'Amministrazione comunale di Baunei, hanno da tempo
intrapreso sugli aspetti morfologici e vulcanologici della Piana del Golgo.
Nuove planimetrie del pozzo carsico, prese a varie profondità, serviranno a stabilire se la cavità si è
impostata su direttrici tettoniche, le stesse che avrebbero permesso la risalita dei magmi basaltici.
Importanti anche individuare l'andamento della stratificazione dei calcari ed eventuali discordanze
sindeposizionali.
Come si vede il compito degli Speleologi del Cissa diventa essenziale per risolvere alcuni problemi
stratigrafici e vulcanologici non individuabili sul terreno.La possibilità poi di esplorare altri pozzi carsici, distanti tra loro qualche chilometro, ed impostati
anch'essi nel plateau basaltico, permetterebbe di individuare l'assetto geometrico della copertura
basaltica e stabilire se le lave sono state emesse da un unico condotto vulcanico (cos' si è detto
finora), oppure se sono fuoruscite da più centri eruttivi. Dell' aspetto petrografico e magmatologico dei basalti del Golgo si sta interessando il Prof. Alberto
Renzulli dell'Università di Urbino.
Ma oltre questi dati geologici il CISSA si propone anche di effettuare misure della temperatura,
umidità lungo tutto l'imbuto carsico oltre a documentare la fauna e la flora presente sulle pareti del
pozzo e sul suo fondo. Al termine dell'esplorazione della voragine del Golgo il CISSA si è impegnato a dare alla Comunità
Baunese, che si è prodigata per la buona riuscita dell'impresa, un'ampia relazione sia delle fasi
esplorative sia sui risultati raggiunti.

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