Alla ricerca dell'...argilla nascosca


Durante queste fresche giornate di fine Gennaio 2023 anche gli speleologi amano stare qualche minuto in più sotto le coperte, infatti l’appuntamento di oggi, fissato per le ore 08:30 presso la nostra sede C.I.S.S.A., è stato traslato alle ore 9:00. Ritardiamo ancora qualche minuto, ma per le 09:30 riusciamo ad arrivare presso l’abitazione privata della famiglia Saba, sita nella zona di Corongiu de Mari. Subito veniamo accolti dai suoi bellissimi cucciolotti canini. Vi starete sicuramente chiedendo come mai all’interno di un terreno privato ?....Ebbene si!...Il signor Saba, all’interno della sua area, conserva delle grotte molto importanti dal punto di vista archeologico, da sempre studiate dai soci del nostro gruppo speleo e dal caro archeologo Luciano Alba. Da un mesetto a questa parte stiamo lavorando ad un progetto di archeologia sperimentale per la creazione di manufatti (in particolare di vasellame), rispettando procedure similari a quelle osservate nella preistoria. Il sito dove oggi abbiamo scelto di raccogliere e campionare l’argilla è la Grotta delle Scalette. I protagonisti di questa nuova fantastica avventura sono: Francesco M., Vladimiro, Antonio, Stefano e Aurora. Una volta preparati con tute e cinture di sicura, decidiamo di dirigerci velocemente verso la cavità di Sant’Aintroxia per ammirarla un’altra volta (per alcuni soci prima volta). 
Non è stato semplice l’avvicinamento in quanto la vegetazione è cresciuta parecchio, nascondendola parzialmente. Mentre visitiamo la grotta, racconto ai miei compagni un pò di storia della cavità. Poi risaliamo e proseguiamo sul sentiero. Prima però ci imbattiamo in una sorta di sinkhole e ci soffermiamo per qualche scatto. 
Successivamente proseguiamo verso i resti di un vecchio forno minerario di calcificazione per poi passare verso la Grotta della Volpe (anch’essa archeologica) ed infine arrivare al nostro obiettivo, ossia la Grotta delle Scalette (denominata così poiché presenta delle piccole scale naturali). Ci avviamo all’interno ad uno, ad uno, per recuperare alcuni frammenti argillosi per il famoso progetto archeo, purtroppo però scopriamo che al suo interno non c’è argilla da poter prelevare, ma la grotticella ci regala comunque delle sorprendenti immagini.
Infatti la formazione di piccole gocce d’acqua che trasudano dalle volte delle cavità creano delle concrezioni molto molto carine. Nella sala dx troviamo le cosiddette vaschette al cui interno si stanno formando delle bellissime pisoliti (corpi di forma globosa, più o meno regolare, costituiti da una successione di lamine carbonatiche grossolanamente concentriche). Alziamo lo sguardo e ci accorgiamo di una leggera patina oro brillante ...ma come dice il detto “non è tutto oro quello che luccica” ..basta un secondo per capire che non è oro.
Ma la nostra domanda è: “Che cos’è?” Ed è così che dopo aver scattato qualche fotografia al nostro enigma, iniziamo con le supposizioni (che poi proseguiranno anche con gli altri soci non presenti), passando da gas di sublimazione di zolfo, a licheni a muffe...Ma udite udite...è la sala centrale a regalarci l’immagine di due pipistrellini, che un pò tremolanti sono stati “disturbati e svegliati” dalle nostre acute voci.
Appagati da quest’immagine finale, ci dirigiamo verso l’uscita e mentre ci dirigiamo alle macchine, pensiamo già alla prossima cavità in cui si potrà raccogliere qualche campione di argilla per il nostro progetto di archeologia sperimentale.